Scrivere contenuti per il proprio pubblico o per Google?

Scrivere contenuti per il proprio pubblico

Scrivere contenuti per il proprio pubblico o per Google: la domanda può apparire come una provocazione, ma la corsa delle aziende per essere visibili online e offline con il content marketing ha innescato alcuni meccanismi e abitudini che ci impongono di fare qualche riflessione per rispondere.

A chi ti rivolgi con il content marketing?

Nel 2022 il content marketing è la colonna portante delle strategia di marketing e comunicazione di ogni azienda. I contenuti possono essere veicolati in diverse forme: articoli, social post, video, infografiche.

La forma che più di tutte permette ancora oggi a un sito aziendale o a un e-commerce di scalare le posizioni della SERP (Search Engine Results Page) nei motori di ricerca sono gli articoli e i testi contenuti all’interno del sito.

Le regole della SEO

Chi ha dimestichezza con i termini del marketing online sa bene che per avere l’opportunità di posizionarsi nei motori di ricerca, in particolare su Google, un contenuto deve soddisfare diversi requisiti e deve tenere conto delle regole SEO valide nel momento in cui viene scritto.

Le cosiddette regole della SEO imporrebbero di seguire numerose linee guida, che possono diventare limitazioni, relative, ad esempio, alla composizione del titolo, alla lunghezza del corpo del testo, all’uso delle parole chiave e delle frasi chiave (Keyword e Keyphrase), ai titoli dei paragrafi, alla composizione dell’url e ad altri parametri non sempre visibili all’utente.

Prima di iniziare a scrivere: considerazioni e domande

Chiunque si trovi a scrivere contenuti dovrebbe fare alcune considerazioni prima di iniziare a creare.

  • l’algoritmo di Google è in continua evoluzione per cui le regole valide in un determinato periodo potrebbero venire superate velocemente, anche nel giro di pochi mesi;
  • in passato, ma anche in tempi recenti, l’eccessivo desiderio di compiacere l’algoritmo di Google ha portato alla diffusione di contenuti noiosi per l’utente, oppure poco fruibili. Si pensi alla ripetizione ossessiva delle parole chiave di una decina di anni fa, alla ridondanza di informazioni di qualche tempo fa quando alcuni esperti invitavano a scrivere contenuti molto lunghi, oppure ai contenuti spezzettati su molte pagine per aumentare il tempo di permanenza sul sito e il numero di pagine visualizzate dall’utente.
  • se l’utente non trova ciò che sta cercando, va a cercare altrove.

Ogni content creator dovrebbe invece porsi le seguenti domande:

  • cosa sta cercando il mio utente/cliente (alias: il pubblico dell’azienda per cui lavoro)?
  • cosa potrebbe interessare al mio utente/cliente?
  • con questo contenuto sto rispondendo a qualche richiesta/interesse del mio pubblico?
  • questo contenuto ha valore?
  • il contenuto che sto creando rappresenta l’azienda e i suoi valori?

Scrivere per il proprio pubblico

Il mio focus quando scrivo contenuti deve sempre essere il mio pubblico. È interessato a quanto sto raccontando? Trova con facilità le risposte alle sue domande? Attribuisce un valore a ciò che sto comunicando?

Se sì, allora possiamo scrivere tenendo in considerazione, con buonsenso, anche le regole della SEO.

A costo di essere ripetitivo, i contenuti diffusi da un’azienda dovrebbero sempre essere:

Contenuti unici e di qualità per il proprio pubblico

Contenuti unici e originali contribuiscono ad affermare l’autorevolezza del marchio e generano nel pubblico la fiducia, elemento di importanza cruciale nel processo decisionale di acquisto. Fondamentale usare il proprio stile e non copiare dai competitor.

Contenuti di valore per il proprio pubblico

Se l’utente attribuisce un valore ai contenuti che gli vengono offerti, si crea la condizione per una connessione solida con l’azienda e i prodotti/servizi che offre.

Contenuti “personalizzati”

Il contenuto deve essere concepito avendo bene in mente il proprio interlocutore. Rivolgersi ad un pubblico generico è sempre più rischioso. L’utente sempre più desidera trovare aziende che dimostrano di conoscerlo e di sapere di cosa ha bisogno.

Contenuti “sinceri”

Il content marketing di un’azienda deve rappresentarla. Ogni contenuto diffuso sui propri canali online deve contenere o rispettare i valori del titolare e/o del management. Non si può più fingere. Inutile atteggiarsi a mega azienda se si svolge un’attività artigianale, inutile promuovere un alimento biologico con uno storytelling da azienda agricola se si è una SpA che non si è mai curata del valore nutrizionale dei propri prodotti. Il pubblico parla, condivide, si informa e si confronta: affermare il falso attraverso i propri contenuti diventa controproducente. Bene, invece, mettere l’accento sui proprio punti di forza.

L’opportunità per chi ha già prodotto contenuti

Alla luce di quanto detto, consiglio alle aziende che hanno già prodotto contenuti negli anni e nei mesi passati di cogliere una delle migliori opportunità che offre il content marketing: migliorare e ottimizzare i contenuti esistenti che siano articoli, post o pagine Web per migliorare le loro prestazioni.

C’è tanto da dire al proprio pubblico, non a Google

Ogni azienda ha tanto da condividere con il proprio pubblico. Ci sono informazioni, competenze, eventi che all’interno vengono dati per scontati mentre possono interessare moltissimo il proprio pubblico di riferimento. Si tratta solo di scoprirle e di confezionarle nel modo giusto, magari con l’aiuto di un esperto di content marketing che, se dotato di empatia e creatività, può essere di grande aiuto per scrivere e produrre contenuti vincenti. Se facciamo felice il nostro pubblico, sarà felice anche Google e ci supporterà. Il viceversa non funziona.

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